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Walter Bianchini: «La Valpe, il tifo e una cravatta»

Nella giornata in cui si è diffusa la triste notizia della sua morte, all’età di 86 anni, rendiamo onore a Walter Bianchini, uomo di sport a tutto tondo, anima dell’hockey torinese, grande rivale in tante battaglie, ma anche uomo Valpe nel 1956/57 e in numerose amichevoli. Lo facciamo ripubblicando un’intervista che gli avevamo proposto oltre vent’anni fa, il 10 dicembre 2002.


C’è un signore che gioca ad hockey che, nel 2004, festeggerà i 50 anni. Detta così, sarebbe già una notizia eccezionale. Quale aggettivo usare, allora, se il mezzo secolo di cui parliamo non corrisponde all’età anagrafica ma addirittura alle stagioni in pista? Sissignore, Walter Bianchini, “esperto” atleta oggi avversario della Valpe in C (gioca nel Giugoma Torino), è nato il 19 marzo 1937. Ed è hockeysta dal 1954…
Mi piacerebbe sapere se è un record mondiale! Comunque, direte voi, cosa c’entra con l’Hcv? C’entra eccome, perché Bianchini, oltre ad essere fiero rivale di parecchie generazioni di giocatori valligiani, ha indossato per un anno anche la storica maglia rossa della Valpe anni ’50. Eh, sì: pochi lo ricorderanno, ma sulla pista del Blancio, a difendere i nostri colori, nel ’56/’57, c’era anche questo giovanotto torinese di belle speranze…

Signor Bianchini, ma come fa ad essere ancora in pista a 65 anni?
Forse perché non mi sono mai fermato. Sarebbe stata dura rientrare dopo una pausa! Invece mi alleno e gioco regolarmente. E finché il fisico regge…

C’è da non crederci. Eppure, leggendo la formazione dell’Hcv nel campionato di Promozione 1956/57, c’è un Walter Bianchini ed è proprio lei! Come mai, tra l’altro, un torinese orgoglioso venne a giocare in Valle?
Perché… ero troppo vecchio! Avevo esordito nel ’54 tra i giovani del Torino. Dopo due stagioni, l’allenatore, Willy Colombo (ben noto anche in casa Valpe, ndr), mi disse: «Per questa squadra sei “fuori quota”, mentre per il Fiat Torino di Serie A devi ancora crescere. Vai un anno in prestito a Torre Pellice…».

In questa preziosa e rara fotografia, trovata online, e di cui ci piacerebbe segnalare la proprietà, si notano diversi atleti torinesi in maglia HC Valpellice. Stando ai ricordi di Walter Bianchini (secondo in piedi da sinistra), la stagione sarebbe la 1956/57, quando diversi elementi del Torino furono portati a Torre Pellice dall’allenatore Willy Colombo (in centro alla fila). Tra gli altri ci sarebbero Mazza, Castiglioni, Cicogna, Arlorio, Bazzoli… Ci aiutate a identificarli?

E lei che ricordi ha di quella esperienza?
Diversi. E molto belli. Seguirono la mia strada altri due giocatori torinesi: “Penel” Banioni e “Moretto” Berra. Venivamo su in treno ed il titolare dell’Hotel du Parc, Michelin Lausarot, ci offriva il pranzo. Mi sentivo quasi… un professionista! Nel Valpellice c’erano Ayassot, Cavagnero… Gli avversari erano i soliti dell’epoca: Amatori Milano, Bocconi… Ricordo di avere segnato un gol con una specie di liberazione da una porta all’altra. Avevo tirato per evitare di finire col disco in quella zona del laghetto Blancio dove il ghiaccio era sottile, per via della vicinanza della sorgente! Il portiere avversario rimase sorpreso e si fece passare il disco in mezzo alle gambe. Poi rammento le trasferte, su quel pullman pieno di tifosi: era una festa.

Poi tornò a Torino. E divenne un avversario dei più odiati (sportivamente parlando)…
Capita, nello sport. E voi a Torre siete dei tifosi così caldi! Nel libro “Hockey Valpe, storie e leggende di un mito” ricordate un episodio che mi ha visto protagonista. Ora vi do la mia versione. Si giocava a Torino un Sestriere-Valpe ed io ero allo stadio per vedere mio fratello Sergio che giocava nella squadra del Colle. Scesi nel corridoio tra le due panchine, insieme al mio amico Loffredo (portiere che fu anche della Valpe, ndr). In tribuna c’era un centinaio di tifosi di Torre Pellice. Verso la fine, Sartori segnò la rete decisiva per il Sestriere ed io esultai. Apriti cielo: fui caricato di improperi dai fans torresi, tanto più che moltissimi mi conoscevano. Io risposi: non mi sono mai tirato indietro. Decine di persone si accalcarono dietro la panchina: allungarono le braccia per prendermi il collo. Io pensai bene di afferrare una di quelle braccia e di tirare: la panchina cadde e ci trovammo a contatto. Le squadre si fermarono, vedendo il parapiglia, e accorsero per vedere cosa stava succedendo. Poteva davvero finire male. Loffredo mi disse: “Walter, stai calmo. Non muoverti”. Anche i tifosi non sapevano cosa fare. Fino a quando un signore piccolino, il responsabile del materiale della Valpe, mi si avvicinò con un paio di forbici e mi tagliò la cravatta. La cravatta! Una cosa che ho sempre considerato sacra! Non reagii, ma poco dopo, al bar dello stadio, pizzicai quel signore da solo, mentre beveva una birra. Uno contro uno, penso proprio che temette la mia vendetta: da buon difensore, ho sempre menato (o, meglio, caricavo il giusto!). Intervenne il presidente Cotta, che mi disse: “Walter, te la ricompro io la cravatta!”. Accettai queste parole come delle scuse…

Sia detto con simpatia: lei è proprio un torinese, lo sa?
Beh, però con Cotta sono sempre stato amico. Ricordo che, molti anni dopo (il 10 novembre 1991, ndr), venni a giocare a Torre Pellice con il Torino Centrale del Latte. In squadra avevamo Pietroniro, un atleta fortissimo (fece sei gol, ma la Valpe vinse 17-9, ndr). Dopo una sua discesa, io ripresi il disco respinto dal portiere e insaccai. Nel silenzio dello stadio, sentii il presidente Cotta – in panchina – che applaudiva: aveva apprezzato che un ragazzino di 54 anni avesse segnato!

C’è andato vicino anche pochi giorni fa, in Valpe-Giugoma 10-1…
Attendevo il disco sulla linea blu d’attacco e i difensori della Valpe mi snobbavano un po’. Poi, dopo che per due volte sono riuscito a tirare, hanno iniziato a fermarmi senza troppi complimenti. Comunque ha fatto gol Marchetto, che di anni ne ha 50…

Lei è uomo di sport. E’ stato azzurro nel 1966, in occasione delle Universiadi a Torino. E per questo è stato premiato dall’associazione Azzurri d’Italia…
Inoltre, dal 1982, sono segretario del Panathlon di Torino. E’ un’associazione che segue tutti gli sport, premiando chi si distingue per il fair play. L’ultimo riconoscimento è toccato a Giancarlo Camolese, l’allenatore esonerato dal Torino Calcio… Ma adesso mi lasci andare: alle 21 ho allenamento!

(intervista a cura di Daniele Arghittu, pubblicata sul sito non ufficiale dell’H.C. Valpellice il 10 dicembre 2002)